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    January 16

    Ultima stagione

    Meno un mese. Meno un mese al mio 19esimo compleanno. E intanto i giorni volano. Nella loro più totale spensieratezza. Oggi tornato da scuola ho trovato un pacco a casa. Era poggiato sulle scale. Già aperto logicamente. Come sempre. Da chi non riesce a farsi i fatti suoi nonostante ci fosse una scritta cubitale col mio nome sulla busta. Lo scarto, o almeno per modo di dire, e cosa trovo? Il sesto e ultimo cofanetto di Dawson's Creek. Oddio. Due settimane fa avevo tentato di acquistarlo online ma non credevo mi sarebbe arrivato. L'avevo anche scordato. Ed ora eccolo lì. Nelle mie mani. E' da anni che colleziono tutti i cofanetti e questo era l'unico che mi mancava. Non potevo crederci. L'ultimo regalo che mi facevo da solo. Passerei ore a guardarlo. Episodio dopo episodio. Stagione dopo stagione. Dawson's Creek per me è tutto. E non parlo solo di un telefilm. E' poesia. Introspezione. Musica. Passione. E' ciò che mi ha fatto crescere. Chi li scorda tutti i pomeriggi passati su Italia 1 subito dopo i Simpson? O la sera del 17 Dicembre 2003 incollato davanti allo schermo per l'ultimo episodio. L'ultimo addio. Lacrime. Ne è passato di tempo. Ma ancora oggi amo guardarlo. Da solo. O con chi, come me, ne ha seguito ogni singolo momento. E perdermi in quei paesaggi. In quei tramonti. Perchè Capeside è ancora il mio sogno.

    January 06

    Un viaggio lungo un sogno

    Sono appena tornato da Valle di Maddaloni. Sono appena tornato da un... sogno. Mi sono svegliato dopo due giorni di intenso letargo. Lontano dal mondo. Lontano dalla mia vita. Dalla realtà. Oddio. Ancora non riesco a crederci. E' mercoledì 3 Gennaio. Parto alle 22.20. Entro in treno e lascio i miei bagagli. Fuori ci sono i miei. Mi salutano. Da lontano si avvicina un vecchietto e mi chiede una mano. Volentieri. E' con me in cabina. Ci sediamo e comincia a parlare. Dopo appena due minuti sale una ragazza. Anche lei in cabina con noi. Succede il finimondo. Lei caustrofobica. Lui vuole a tutti i costi la porta della cabina chiusa. Le cose cominciano a mettersi male mentre io passivo mi gusto tutta la scena in prima fila, con Notte Prima Degli Esami tra le mani. Per fortuna arriva subito il capotreno e paca un pò le acque. La ragazza cambia cabina. Il buongiorno si vede dal mattino. A Bari salgono altre due ragazze. Finalmente. 19 e 20 anni. Universitarie. Simpaticissime. Ci presentiamo. Cominciamo a parlare un pò. A conoscerci. Davvero carine. Non chiudo occhio. A Foggia sale un altro ragazzo. Sempre con noi. Insieme spaziamo tra discorsi assurdi senza smettere mai di parlare. Di ridere. Per tutto il viaggio. Mentre il vecchio russa con quei calzini che emanano una fragranza Chanel... hahaha. Arrivo a Caserta. Devo scendere. Mi sento un pò male a lasciarli. Mi dispiace. Non gli avrei mai più rivisti. Li saluto.

    Sono le 6:00 del mattino. A Caserta ci sono i pinguini fuori dalla stazione. Ma finalmente arriva una macchina. E' Caterina e Franco, miei vicini di casa. Sono venuti a prendermi. Salgo in macchina e via. Direzione? Valle di Maddaloni. Per strada comincio a riconoscere qualche posto. Poi finalmente arriviamo. Vedo i ponti di Valle. Mi viene subito in mente che da piccolo ogni volta che ci passavo da sotto esprimevo un desiderio. L'avevo scordato. Non ci penso due volte e lo rifaccio. Come ai vecchi tempi. A parte qualche edificio, Valle di Maddaloni è sempre la stessa. Percorro via Ortole. La mia. Arrivo a casa. Loro abitano nella mia stessa palazzina. Stesso piano. Ripercorro la stessa strada. Risalgo le scale. Mi sento un nodo alla gola. Attraverso il corridoio. Vedo la porta di casa mia. Guardo subito il citofono. Logicamente non c'era più la stessa scritta. Non so perchè l'ho fatto. Mi sento male. Troppe emozioni. Lascio perdere tutto ed entro in casa di Caterina. Poso la mia roba. Mordo un cornetto e mi stendo sul divano. Chiudo gli occhi. Cerco di dormire. Ma non ci riesco. Mi alzo e chiedo a Caterina se conosce i suoi vicini. Dovevo entrare in quella casa. Ok. Tre respiri. 3... 2... 1... entro. Vedo il salone e mi vengono in mente come flash tutti i miei compleanni festeggiati lì dentro. Le feste in maschera. La disposizione dei mobili. Entro in cucina. La ricordavo più grande. C'è ancora il marmo che ha montato mio padre. Mi siedo. Cerco un attimo di ragionare. La signora mi chiede se voglio vedere anche il resto della casa. Certo. Ormai ci sono. Entro in camera mia. Una cascata di ricordi. Poi il resto. Mi vien da piangere.

    Poco dopo arrivano Armando, Giovanni e Domenico. Li saluto e salgo in macchina con loro. Andiamo da Pina. E' a casa. Non la vedo da 8 anni. Sta preparando i cannelloni per oggi. Hanno organizzato un mega pranzo con tutta la mia classe delle elementari. Che bello. Tutti insieme dopo 8 anni a casa di Giovanni. C'è Armando, Giuseppe, Domenico, Pina, Gianfranco, Giovanni, Alfonso, Maria, Ester. Rivedo Marco. Il fratello di Giovanni. Mi rendo davvero conto di quanti anni siano passati. Era neonato quando l'ho lasciato. Ora ha 8 anni. Pranziamo fino alle 5. Arrostiamo la carne fuori. Sembra pasquetta. Cominciamo a parlare dei vecchi tempi. Quanti ricordi. Quante cose ho rimosso. Alcune non le ricordo nemmeno ora. Ma loro si. Giochiamo a palla. Non ci posso credere. Stava realmente accadendo. Ero lì. Insieme a tutti loro. Tranquillamente. Come se per tutto questo tempo niente ci avesse cambiati. Tutto è rimasto uguale a prima.
     
    Poco dopo incontro la mia maestra delle elementari. Una cosa stranissima. Mi riconosce. Ci salutiamo. Sembra che anche per lei gli anni non siano trascorsi. La sera incontro Gianluigi, Gianluca, Domenica, Katia. Andiamo a Caserta. Ristorante. Poi Bowling. Arrivo a casa e crollo. Non dormo da 48 ore. La mattina ci alziamo tardi. L'una. Pranzo a casa di Giuseppe. Dopo guardiamo una versione postmoderna di un classico: Cenerentola Per Sempre. Ci facciamo due risate. Più tardi ci raggiungono anche gli altri. Andiamo a Caserta. In centro. Giriamo tra i negozi. Poi torniamo a casa. Mi giro un pò Valle a piedi tra tutte quelle stradine che ricordavo ancora perfettamente. Rivedo le ultime persone. Lascio i bagagli in macchina e saluto Valle. Andiamo in discoteca e poi direttamente a Caserta. Alla stazione. Prima però mangiamo un cornetto tutti insieme. Che spasso.
     
    E' tutto come lo ricordavo. Come lo immaginavo. E se c'è una cosa che non mi sarei mai aspettato, era proprio che dopo tanto tempo mi sarei sentito ancora a mio agio. E invece è successo. Se non fosse per il cellulare che mi riportava in orbita e gravitare nella mia vita reale, avrei veramente creduto che questi 8 anni non siano mai trascorsi. Niente ci divideva. Tutto era lì. Intatto. E devo ringraziare solo voi. Per tutto. E' stato un viaggio nel tempo. Mi ha fatto piacere ritornarci per due giorni. Inutile spiegare il momento dei saluti. Non mi piace farlo. So solo che mentre quel treno si allontanava io vedevo gli occhi aprirsi. Mi stavo svegliando. Grazie ragà...
    January 03

    Dopo 8 anni

    Hai presente quando ti dicono che non bisogna mai vivere di ricordi? Bè, io non sono d'accordo. Secondo me i ricordi fanno parte di noi stessi. Della nostra infanzia ad esempio. Ed è vero o no che in ognuno di noi c'è sempre un bambino? E' per questo che non bisogna mai dimenticare. Dimenticare ciò che eravamo. Ciò che ci ha fatto diventare quelli che siamo. Tra poche ore farò ritorno a Valle Di Maddaloni. Dopo ben 8 anni. Se non di più. Chi mi conosce può capire. Il luogo in cui sono cresciuto e rimasto fino a 10 anni. Dove ho vissuto la mia infanzia. E dove un giorno sono stato costretto a lasciare tutto. La mia casa. La mia scuola. La mia vita. Ed un mare di amici. Senza avere nemmeno il tempo di salutarli. E' lì che farò ritorno. Un passo lungo 8 anni. Stavolta indietro però. L'ultimo flash che mi resta risale al giorno del trasloco. Ero in un camion immenso. Parcheggiato fuori casa. Ancora non ci credevo. Stava realmente accadendo cio che non mi sarei mai voluto aspettare. Stavo per abbandonare quel posto. E mi chiedevo se e quando ci avrei fatto mai più ritorno. Ma ecco che comincia a partire. Percorro per l'ultima volta il cortile di casa mia. La vista si appanna e pian piano mi lascio tutto alle spalle. I ricordi di una vita. Le giornate passate a casa di Giovanni. A giocare a pallone. A scherzare. A ridere. Da Alfonso. La pioggia d'estate che facevamo ogni anno. Giuseppe. Gianluca. Gli occhi ormai non reggono più. Scoppio a piangere. Ne è passato di tempo da quel giorno. E tra poco farò ritorno proprio lì. In quel preciso istante in cui la mia infanzia ha avuto fine. Distrutta. Forse è ora di sistemare un paio di cose in sospeso e rivivere un pò di me.

    January 01

    Nuovo anno

    Bienvenido 2007. Cazzo come suona male d-u-e-m-i-l-a-s-e-t-t-e. Oddio. Scusate. Delirio. Ieri a casa di Alessandro. Con Matteo. Angelica. Bruna e Alessandro vabbè. Serata intima. Non per scelta. Ma passata in tranquillità e leggiadra armonia. In intimità appunto. Il countdown di quest'anno, classico e memorabile, è cominciato un pò prima. Gridavamo già a -40, -39, -38, -37, -36 ... giusto per allungare. Ma mentre scorrevano quei numeri sullo schermo, vedevo scivolarmi tra le dita un anno fantastico. Accanto a persone uniche. Spumante. Lenticchie. Cotechino. Fuochi d'artificio. Sigaro. Alle 00:30 ero già in macchina. Direzione Mind The Gap. A ballare. Lì ho incontrato tutti gli altri e siamo rimasti insieme fino alle 4. Fantastico. Capodanno forse un pò monotono ma non scorderò mai il momento clou della serata: Mind The Gap, 3:30 circa, il dj passa "Hey Baby" soundtrack di una vacanza estiva nel 2005 a Portsmouth. Ed ecco che affiorano i ricordi. Tutti in pista a ballare. Mi è spiaciuto solo non avere accanto alcune persone. Ci tenevo. Per il resto buon anno a tutti voi e... "casomai non ci rivedessimo, buon pomeriggio, buona sera e buona notte".