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日志


1月23日

Trenta

Ancora notti insonni. E quella del 23 lo fu in modo speciale. Incubi. Flash. In giro per casa alle 2:30 con la perversa idea che la sveglia non avesse suonato. Alle 6:00 ultima straziate ripetizione e un ora dopo su un treno direzione Bicocca. Leggo il giornale. Leggo l’oroscopo. Acquario. Qualche sussulto è più che probabile. Gli eventi nei prossimi due giorni saranno contraddittori e imprevedibili. Periodo giusto per sostenere esami di ogni tipo: avete una memoria di ferro. Cazzate giusto... ma leggere una cosa del genere proprio la mattina del tuo appello in filosofia teoretica non è da niente. Al mio arrivo in aula solo una ragazza con in faccia stampato 30 e lode. Avrà dormito lì. Comincio a odiarla. Mi siedo anch’io per ripetere. Entro in ansia. L’appello ha inizio alle ore 10:00. Il sottoscritto verrà chiamato solo alle 18:30 con lo stomaco dedito al contorsionismo. Dieci ore di attesa. Dieci. E un solo numero. 30. Dopo il mio brillante esame... "E’ il tuo primo appello?" "Si!" (che bugiardo) "e allora diamo un buon inizio a questa carriera universitaria!!!" "Ma siii diamolo hahah". Godo. Ringrazio tutti coloro che si son ricordati di farmi l’in bocca al lupo e chi mi ha fatto gli auguri. Chi ha pregato per me e chi si è semplicemente ricordato. Grazie di cuore. Vostro... trenta.
1月20日

Safari

Sotto un cielo di stelle e di superstiti notti insonni e sogni strani dentro al letto... mi soggiogano la mente. Persone già trascorse riacquistano importanza che mai han meritato ed il mio mosaico perde via via consistenza. Perde forma. Serate trascorse piacevolmente su scomodi elettrodomestici. Il palato gustò nuovi sapori. La città è un film straniero senza sottotitoli. Una pentola che cuoce pezzi di dialoghi. Come stai, quanto costa, che ore sono, che succede, che si dice, chi ci crede e allora ci si vede. Mail psicologiche in cartella ricevuti. E la tele che spiazza. Papi che vengono finalmente considerati per la merda che valgono. Un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te ma ti guardi intorno e invece non c’è niente. Pagine su pagine di filosofia frullate in riassunti da quattro soldi e la carta igienica che manca. Chissà perché. Alimenti a buon mercato ma velenosi. Due sole settimane per essere uccisi dal chiller Auchan. E intanto i giorni passano e gli appelli bussano. Musica che pompa sangue nelle vene e che fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi. Il battito di un cuore dentro al petto. La passione che fa crescere un progetto. L’appetito, la sete, l’evoluzione in atto. L’energia che si scatena in un contatto. Viaggi persi in vane conferme. Saluti formali in incontri furtivi e infine stupida gente incurante al telefono. Possa spegnersi definitivamente e coltivare invano frutta e ortaggi o quel che le resta. No perditempo. Necessitano adrenalina ed emozioni vere. Foto da bollare in copertina a inizio anno. E rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango.
1月11日

Fermata 66

Asfalto bagnato. Lucente. Lacrime di un cielo grigio. Troppo oscuro. Scheggie su tetti di auto in fila al semaforo. Rosso come è il mare verso il tramonto quando è la salsedine a riportarti sulle due ruote a casa. Niente di meglio che in faccia il vento caldo del ritorno e indosso l'aria afosa dell'estate. Dalla finestra ora pozzanghere di acqua in terra alla fermata 66 con gente che torna e gente che va. Lowith aspetta chi legga di lui mentre tristi note accolgono l'ora che si fà per prepararsi. Mancano i quadri, si spegne la vista. La luce mostruosa mi sembra svanire. Pagine e pagine di inchiostro versato. Nero è il cielo che ormai s'è mutato.
1月5日

Inverecondo lamento

E così fu che oggi, primo vero giorno dell'anno, mi ritrovai a cantare sotto il tuo balcone. Ohhh quella chioma dorata e liscia ahimè non si affacciò affatto ma i ricordi affiorarono a fiumi sull'umida spiaggia e con brani già sentiti. Al posto della rossa focosa ed un estivo sole... un oro nero in mare ed un cielo pien di sè. Pioggia come lava su ciottoli e conchiglie sparsi nel sentiero mai percorso. E in sospeso. (?!?). Giorno verrà in cui. Ma ora che dall'aspro inizio guardiamo oltre, vediamo luce. Orsù dunque, iniziamo a camminare. A testa alta sulla povera e riprovevole gente. E calpestiamo finchè i biasimi lor stessi non la affoghino invano. Senza pietà alcuna. Iuris ignorantia nocet facti non nocet. Poveri voi che vita non avete.