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12月29日 Addio 2007
Sabato 29 Dicembre. Ultimo wend dell'anno. Va spegnendosi così un anno di attese e mai così pieno di interrogativi. Ma anche di risposte. Però prima di dare l'addio definitivo a questo 2007 voglio riviverne come consuetudine i momenti che lo hanno segnato. Mese per mese. Partendo dal suo arrivo festeggiato a casa di Alessandro... mai così intimo e forse... mai così triste. Gennaio 2007. Full immersion in un mondo lontano che avevo abbandonato otto anni prima: ritorno a Valle di Maddaloni, lì dove vive ancora la mia infanzia. Poi Febbraio, il mio 19esimo. Anche lui triste e desolato. Festeggiato al cinema. Arma, aeronautica, marina, VFP1... un futuro incerto (?!?). Ho le idee confuse. 27 gennaio... mydesins. Di Marzo ricordo i 100 giorni agli esami e la mia sbornia teatrale. Il delirio. Poi Praga, la gita dell'assenzio: l'accesso al mondo incantato. L'ipod in questo periodo passa "Fover young" degli Youth Group, "Perchè ti amo tanto" di Alex e "Fundanela" di Momo. Coming out. Outing. Aprile. Il mio blog festeggia un anno. Zoo di Fasano. Pasquetta nell'eden fiorito. La decisiva scelta milanese. Roman trip: Spagna, Hassler, Condotti, Navona, Milvio, pali, catenacci... ho voglia di te. San Giovanni tinta di rosso. Di Maggio resta la mia ossessione scolastica e la paura di non farcela. Lupi ominus omus. Ultime interrogazioni da schifo, compiti di matematica consegnati in bianco latte scremato e la sadica voglia di dar fuoco ai libri. Stading ovation. L'addio alla mia cara e vecchia casa. "All good things must come to an end". Come sempre. Waiting foя Godot. Il mio primo e ultimo "9" al Liceo. Giugno. Il ballo di fine anno. Nell'aria quella sensazione di chiusura. Si stava davvero avvicinando la fine di ogni cosa. Tutti uniti e stretti Urlando contro il cielo. The end. Cena coi professori. 6 giugno 2007: l'alba. "Quando l'ultimo giorno di scuola dell'ultimo anno di liceo, suona la campanella dell'ultima ora, sei convinto che quello sia l'ultimo secondo della tua adolescenza... grandissima cazzata!". La paranoia pre-post tesina (grazie mydesins!). E l'estate che avanza. Il caldo che stressa. La notte prima degli esami trascorsa al mare, sull'umida spiaggia e sotto un cielo stellato a fissare l'inconscio. "Eppure me la ricorderò sempre perchè era una notte speciale. Ma io la magia di quella notte, come spesso succede nella vita, non l'ho più ritrovata." Ecco la maturità. Le prove scritte. Luglio. L'ultima prova, gli orali. Sgancio il mio "trenta" e il giorno dopo su un aereo diretto a Paris, nella ville des amants et de l'amour: Champs Elysees, Tour Eiffel, Notre Dame, Pére-Lachaise, Moulin Rouge, Le Marais. Sull'ipod "Cade la pioggia" Negramaro. Vedo Milano per la prima volta nella mia vita. Iscrizione universitaria. Moduli. Domande. Dichiarazioni. Grrr. Agosto. Sveglia alle 6 ogni mattina. Gabbiano, craft e latte tiepido. "Macchiato? NO! BIANCO BIANCO BIANCO grazie!" Pomeriggi trascorsi a navigare a 56k da mia nonna. Non amarmi. La noia mi divora. Concerti. Elisa. Tiziano. Negramaro. San Lorenzo da debellare. Ferragosto fantastico. Picador, Casablanca... gelosa, gelosa, gelosa, gelosa... gelosa di cosa? Macao e momenti di vero godimento. Dany&friends. Settembre. Il mio test di ammissione e le valigie pronte. Saluto la mia famiglia. I miei amici. Saluto Nardò. E sorrido a 36 denti. Ottobre. Treno per Milano. Bicocca's life. Matricola 710182. Brugherio. Sbattimento per un appartamento decente. Psiconevrosi nevrastenica patologica tipica negli studenti fuori sede durante le prime settimane di vita. Assegnazione di un posto in Calvairate. A new life has come. Amici. Serate. Uscite. Concerto di Mika. Halloween da pauraaa... "Sanim" di Heater. "Let me think about it" di Fedde le Grand. Non aggiungo altro. Impossibile da scordare. Novembre. La delusione più totale. Faccio un pò d'ordine. Il mio blog muore. Dicembre. Wend sulla neve. My heart. My heart. My heart of glass. Whites' honey. Concerto di Ligabue. Psicologia della comunicazione... primo appello. Venti. Torno a casa. Natale, feste e addio 2007. Cosa vorrei per questo 2008? E' dai secoli dei secoli che lo aspetto. Se non altro per la mia predisposizione ereditaria al numero otto. Vedremo. Sicuramente meno attese di un 2007 che è stato solo un anno di transizione. Un anno in bianco e nero. La fine e l'inizio di tutto. E' ora di iniziare a costruire qualcosa. Un 2008 da cui mi aspetto tanto... forse troppo! E che sia COLORATO come non mai. Buon d-u-e-m-i-l-a-o-t-t-o a tutti voi. 12月24日 La vigiliaEd ecco arrivato anche questo Natale. O almeno la vigilia... finito il tempo dei preparativi e delle corse ai negozi per l’ultimo regalo. Le giornate intanto trascorrono anonime e questa sera si apriranno i regali dopo l’azzuffata di vermicelli e baccalà... e baccalà fritto. Partite a carte. Solito mare. Discorsi già sentiti. Gente già vista. Questo è il primo anno in cui non chiedo niente. Ma sono anche sicuro che ci sarà ugualmente qualcosa per me da scartare sotto l'albero. Eppure non riesco ancora ad immergermi in questo clima e non mi sforzo nemmeno più di tanto. Voglio piuttosto rilassarmi. Nessun regalo quest’anno se non alla mia famiglia. Questione di tempo ed... il tempo è denaro. Voglio stare coi miei parenti e affogarmi nello stereotipato mondo degli affetti. Voglio ingozzarmi di rituali e situazioni imbarazzanti che succedono solo al cenone di Natale quando si è davvero al completo con 754 commensali. E ridere e scherzare, sperando che in futuro sia ancora così, e che non manchi mai nessuno a quel banchetto. Così mio nonno continuerà a gridare e ad ignorare il fatto che forse serve a qualcosa quella protesi acustica che gli da tanto fastidio. Mia nonna invece somatizzerà tanti di quei suoi gesti che alla fine la faranno esplodere, come al solito, in uno dei suoi "best of…" e mia cugina indosserà una maglietta troppo scollata che sarà il fuoco comunicativo della serata, l’origine degli scambi comunicativi. Mentre c’è chi con la sedia non riuscirà proprio a star fermo e verrà ripreso fintantochè non compariranno purcidduzzi e panettone in tavola. E’ questo il mio Natale. E un giorno son sicuro che mi mancherà da morire. Ma non voglio pensarci adesso. Auguro a tutti un felice Natale. E che sia così come voi lo immaginate. 12月19日 Secondo te come è andata?
Righe dal treno. Direzione casa. Lì dove tutto ebbe inizio. Di fronte, accanto e dietro gente goffa se vogliamo essere buoni. Villani ignoranti se siamo sinceri. Già mi manca Milano. Oggi il mio primo appello. Sveglia alle sei. Alle otto già in bicocca. U6 – 13. Non c’è nessuno. Mi siedo per ripetere. Panico e ansia mi riportano a cinque mesi fa, giorno della maturità. Corro in bagno. Sono in crisi. Non ricordo nulla. Continuo a sfogliare libri che mi sembra di avere appena acquistato. Ho posizionato dei segnalibri all'interno delle pagine che mi sembra di ricordare meglio. Chi lo sa magari aprirà e chiederà proprio quelle. Cosa ho fatto per tutto questo tempo? […] Poco dopo arrivano anche gli altri. Poi la prof… sono il primo: “Luca Falconieri”. Oddio. Mi siedo accanto a lei. Una cosa molto informale. Definizione di comunicazione. Attribuzione dell’intenzione comunicativa. Indizi e inferenze. Comunicazione per default e discomunicazione. Teoria periferica di James. Rispondo a poco. Non rispondo a niente. Entro nel pallone. Tutta questione di talamo? Non che siano state domande impossibili, anzi. Ma mi infilo come in un baratro senza fondo, pian piano sempre più buio. Non riesco ad uscirne e appena realizzo il fatto concreto e tangibile di essere praticamente nella merda la prof mi guarda e fa: “Secondo te come è andata?”. Beh, in quel momento avrei alzato i tacchi e me la sarei squagliata per sempre. Ma non potevo. Myrealdon accenna qualcosa riguardo un puzzle che dovevo comporre. Dei sassolini. Io invece con la testa ero già fuori, al telefono, per sfogare al mondo il mio ennesimo fallimento. Ma un venti nel background mi svegliò. Cosa? "Massimo che posso darti è venti. Anche se a me non importa proprio niente di questo venti, perchè io ti voglio qui a metà gennaio. Tu puoi tranquillamente prendere anche ventotto. E promettimi che mi manderai una mail in cui mi scriverai cosa stai provando adesso... le tue emozioni e cosa hai deciso di fare per gennaio. Guarda che ci conto eh? Buon natale!". Voglio morire. Non posso crederci. Auguri a Eden e Ali per il venticinque. E un abbraccio forte forte a Saru! Ora mi aspettano solo due settimane di rewind. A metà strada tra gioia e tristezza. Che spero passino... bene. 12月18日 La marmellataPoche ore restano al fatale abisso. Domani a quest'ora avrò terminato il mio primo esame da universitario. E Dio solo sa come andrà. Come starò. Nei secoli dei secoli. Sei pronto? No. Hai studiato? Si ma... bu. L'inconscio. C'ho la marmellata in testa. Confetture di fragole. Mirtilli. C'è anche la cotogna che odio tanto. Si spera e prega nella clemenza di Olivia. Ohhh my Realdon, salvami tu. E poi un treno che alle undici mi aspetta in centrale direzione casa. Ritorno alle origines. Che tristezza. Non che non ci voglia tornare. Ma... Domattina sarò il primo dei primi. E in realtà l'ultimo. Il primo al preappello. Ma l'ultimo della lista. E son qui a scrivere mentre dovrei ripetere. Fondamenti di psicologia della comunicazione. Le emozioni. Mentire. Perchè "Ognuno sa che cosa sia un'emozione, fintantochè non gli viene chiesto di darne una definizione" (Fehr, Russell, 1984). Vero. E intanto passa il tempo. E tutto se ne va. Nel peggiore dei casi scenderò giù a fare occultamento attivo... grooming ad un primate subalterno. Funzionerà domani la menzogna tattica? Pregate per me. Amen. 12月13日 Niente pauraMille email. Annunci su bakeca. Alla fine ce la faccio. Ottengo i miei due biglietti per l'apertura del concerto di Liga a Milano ieri: 12/12. Sono le 19:00. I cancelli aprivano ed io e fede ancora a Piola (?!?) ma dopo un ora di corse in metro e autostop finalmente al Datch Forum di Assago. Arriviamo quasi sotto il palco. Incredibile. Un concerto che... non scorderò mai!!! Indescrivibile. Grazie Liga... e intanto i giorni volano. E non voglio. Vorrei poter fermare il tempo e fare un pò d'ordine. Ma non si può. E' un flusso ininterrotto e se smetto di correre rimango indietro. E addio. Tra una settimana il mio primo esame e ancora due libri da leggere. O da studiare... e va bene... iniziamo bene. Come tutto del resto. Ma niente paura. 12月12日 Perchè Milano?Perché Milano? Milano è snob. Così la vede il resto d’Italia. Ma anche il milanese approva. E’ inquinata ed egoista, ma è solo un’impressione. Sette su dieci sono quelli che ci vivono ma non ci sono nati. Milano è una città nascosta. Ma viva. Non si offre al passante, non si concede al passeggio distratto del turista in cerca di incanti e souvenir. O piatti tipici: a Milano si mangia tutto, da tutto il mondo, e bene, ma si fa pagare. Non è portata all’elemosina o alla compassione. La città si esalta nel proporre qualità. A parte quella dell’aria. Non vuole e non sa compiacere. Non allarga le braccia ad accoglierti e non batte la mano sulla spalla. Non rivolge la parola sul tram e non alza la voce. Anche chi ci vive da poco viene coinvolto dalla sua discrezione. Ma Milano sa anche essere magica. Creare l’atmosfera giusta. Sa farti sentire il Natale… quello fatto di luci, di vetrine addobbate. Di negozi pieni e corse all’ultimo regalo. Milano è moda. Milano è vita. Milano fa incazzare, ma nessuna come lei. Lei può dare tutto, a parte il mare o la natura sotto casa. Ed io ormai sono sicuro che non potrei vivere altrove, se non come punizione, o allenamento alla rinuncia. E’ una città che vuole pazienza, si concede solo agli amanti discreti e ostinati. C’è chi scappa dopo solo un giorno e chi non sa più andarsene arrivato come me per puro caso. Ma a Milano si arriva per forza. Spigolosa, ma necessaria. 12月2日 Buoni 40
Non so cosa mi stia accadendo. Un flusso di emozioni. Una vita nuova così come Dante la definirebbe. Sulla mia pelle ogni poro emana vita. Sensazioni diverse. Sapori nuovi. Sarà dicembre e la sua magia. Sarà Milano vestita di luce. Ti scrivo perché non mi sono scordato di te. E non mi sono scordato di oggi, del tuo sguardo così profondo, dei tuoi gesti. Come stai? Io me la cavo abbastanza bene. Anche se a testa alta e con lo sguardo fisso al cielo ho cercato spesso un segnale. Qualcosa che mi confermasse la tua presenza. Non mi hai mai lasciato vero? So che è così. Ma non so cosa pensi ora di me. Ho sbagliato lo so, è la cosa che mi riesce meglio... ma ora che finalmente percorro la mia strada mi rendo conto di quanto sia stato importante sbagliare. Quanto mi sia servito. Infondo ogni cosa accade per un motivo e ogni virgola, ogni punto, ogni parentesi non sta lì a caso… perché ha un senso. Lo stesso per cui ora non sei qui. E mi manchi. Mi manchi da morire. Auguri papà. Come se gli angeli fossero lì, a dire che si... è tutto possibile. |
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