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日志


2月24日

Isole vergini

Un giorno apriremo un locale. Si chiamerà Isole Vergini. O vertigini? Sarà diverso da tutti gli altri. Sarà quel genere di locale che tutti vorrebbero. Ma manca sempre. Diverso. Se non fosse per te chissà da quanto non sarei qui. Felice di aver ritrovato emozioni nelle piccole cose. Nelle grandi amicizie. Fiducia. Non credevo di riuscirci in questo modo. In così poco tempo. Avevo perso le speranze eppure... eppure mai perdere le speranze. Con la mente vado oltre. Otto pieni giorni di relax. Forse troppi dato l'imminente esame del ventotto. Ma va bene lo stesso. Non avrei potuto chiedere di meglio. Mi ci voleva. Caffè sparati a manetta a scate tutte le ore. Idem light. E conseguente tachicardia. Dreams. Passi di danza. Shopping da non rifare insieme. Scarpe nei camerini? Prof universitari da censura. Sole. Mare. Gli stessi orizzonti stavolta apparvero diversi. Serate passate in compagnia. Semplicemente. Tra gioie e dolori. Giorni indimenticabili. Grazie. Per tutto. E in men che non si dica anche febbraio chiude i suoi battenti per lasciar spazio ai corsi che riprenderanno ed al tum tum milanese che mi aspetta. Mentre ancora vedo gente già distante allontanarsi. Ma senza soffire adesso. Tra poche ore un treno mi riporterà indietro. Per poco stavolta. Poche settimane e sarò dinuovo a casa. I'm holding on your rope got me ten feet off the ground. And I'm hearing what you say but I just can’t make a sound. Apologize in riproduzione continua.
2月16日

Snow

 

Nevica mentre scrivo. Sabato 16 febbraio. Neve. Neve nella notte del mio 20 compleanno. O meglio, in quella dopo benchè comparissero le ore 14. Ieri un inter city notte mi condusse a casa all'insaputa del mondo che gioì per la mia venuta. Mamma euforica compresa. Che bello poter premere rewind e tornare indietro. Ad accogliermi non il desiderato sole estivo ma un cielo voglioso di bianco. Fiocchi di neve mi aiutarono a decifrare. So cosa devo fare. O forse no. Aspettiamo ancora. No no. Basta. Il mio double desiderio fu espresso e spente le mie ventesime candeline. Have you confessed? No. Happy ending a mare. La quintessenza del finale melodrammatico neretino. Mika male però? Piaceri e delusioni si accavallarono in un vortice impetuoso e senza fine. Ne uscì comunque una giornata degna di nota. Si, ma non posso crederci. Quanti anni hai? V-e-n-t-i.

2月13日

Feels like home

E’ mentre Chantal Kreviazuk intona Feels like home che ti penso. E mi viene una nostalgia incredibile. E’ sentirsi a casa. Un nodo alla gola. Che mi stringe. Mi soffoca. La voglia di abbracciarti e sentirti vicina. Sentirti mia. Tu. La persona più importante della mia stupida vita. L’unica che conta davvero. Lontano da voci infondate. Lontano da aliti oscuri. Lontano da chi crede di conoscermi e invece non ha capito proprio un cazzo. C'è qualcosa nei tuoi occhi che mi fa venir voglia di perdermici. Mi fa venir voglia di perdermi nel tuo cuore. C'è qualcosa nella tua voce che mi fa battere forte il cuore. Mi manchi da morire niente conta più di questo. Il desiderio di rivederti stranamente mi regala emozioni indescrivibili. Contemplo quel momento come fosse reale. Palpabile. Voglio renderti felice. Nient’altro. Donarti ciò che desideri. Renderti fiera di me. Cosa c’è di meglio? Ti fidi di me come forse non dovresti. Ed io ti ammiro per questo. L’ho sempre fatto e continuerò per sempre. Lottando con tutte le mie forze, contro tutto e tutti. E sono pronto anche a dire addio a ciò in cui credo. A ciò per cui vivo. A dire addio a me stesso per farti sentire quella che davvero sei. Ciò per cui vivi. Ed io so che vivi per me.

 

2月7日

Armonia

Come ti chiami? Luca. Sei davvero bellissimo, complimenti. Grazie. No grazie a te. Armonia interiore ritrovata benché la situazione non lo permetta. Si attende intanto e spera nella medica perizia. Il tempo gioca brutti scherzi ed una macchina a volte servirebbe. Altre no. Allora? Cos’è che fai? Studio. Cosa? Comunicazione. Dove? Bicocca. Ah, nella mia università. Ma non sei mai stato mio alunno. No. E cosa vuoi fare visto che fai comunicazione? Giornalismo. Ah, bravo. Allora ti aiuto io. Segui i miei corsi. Sono interessanti. Insegno tecnica del documentario turistico, e teoria e storia... dico sul serio, valgono nove crediti. Poi non preoccuparti. Anzi, fai una cosa. Prendi il mio numero che ci sentiamo e ci mettiamo d’accordo. [...] Si, fammi uno squillo. Però sappi che se decidi di seguire i miei corsi non potrò più corteggiarti. Ah bene. No. Non va proprio bene. Eh eh va male. Non ho parole. Sguardi indiscreti da chi mi strappò un braccio. Cosa cazzo guardi? La vergine camilla ci regalò rimembranze di una estate trascorsa e la folla divenne alquanto gelosa. Un sentimento profondo e una serata piacevole. Non so cosa sento. Sensazioni uniche. Giochi di mani che in altri contesti avrebbero avuto un senso. Sicuramente. Ma non voglio scheletri nell’armadio. My brightest diamond. In piena crisi mistica. Salite e discese in erotici e passionali ascensori. No scale mobili. Salamini beretta e lasagne surgelate. La rho fiera divenne pesante. Gambe distrutte. Mente piena a stomaco vuoto. Perso il naturale equilibrio vitale. Un cambio di prospettiva è necessario per staccare. Per capire. Non vi fu piacere che io non provassi. Gettai la perla della mia anima in una coppa di vino; scesi il sentiero fiorito accompagnandomi con la musica dei flauti; vissi dei favi del miele. Ma continuare così sarebbe un errore. Costituirebbe un limite. Devo passare oltre.

2月1日

Quel che resta

1 febbraio. E' 1:36 e la stanza è vuota. Sono seduto e non sento altro che il ticchettio dell'orologio che segna il suo andare e le mani che battono sulla tastiera. Non ho sonno. Decido di scrivere perchè è la cosa che mi riesce meglio adesso. La light emana il suo ultimo alito e la pagina di gennaio è accartocciata sul tavolo. Ogni volta che strappo via un mese dal calendario riguardo tutti i giorni. Li ripasso velocemente per ricordare cosa ho fatto. I più importanti hanno scritto qualcosa. Quest'ultimo è tristissimo... vi ho scritto solo gli orari e l'aula di alcuni appelli. Su febbraio invece già immagino la scritta del mio compleanno. Il ventesimo. Ma siamo ancora al primo. 1 febbraio. Con la mente torno indietro. Non so che senso ha farlo ma questa non è una data come le altre e chi mi conosce lo sa. Come stai? Non lo so. Posso non rispondere. Non ho la forza. Non ho nemmeno la forza di pensare se sto bene o male. La forza di capirlo. Non è il migliore dei periodi. Ti manca vero? Ehh abbastanza. Sono stanco di pensare. Stanco di rispondere. Stanco di sorrisi forzati. Solite chiamate. Le stesse parole. Solite scuse. La vita che mi cade nel superficiale. Nello scontato. Nello stereotipo. E non va bene andare avanti a cliché. Devo fare un pò d'ordine. E poi le belle notizie che non smettono mai d'arrivare. Ho troppo fumo intorno. Devo liberarmene. Benvenuto nuovo anno.