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2月28日 Odor de parfum de pied de l’ongle incarneeEd eccomi qui di nuovo a scrivere. Ormai sono più che sporadici i miei ingressi in quello che un tempo era la cronaca day by day della mia vita. Forse avevo più cose da scrivere. O forse avevo semplicemente più voglia di scrivere. Non è più il momento di elucubrare qui grandi temi dell’esistenza, non è neppure il momento dell’introspezione. Ora capisco più di me stesso agendo, muovendomi, vivendo. Ma magari fosse sempre così. La verità è che ultimamente vivo sempre meno. Mi rendo conto che un tempo era diverso. Io ero diverso? Non lo so. Forse non mi sentivo così solo perché credevo semplicemente di non essere solo. A distanza però c’è chi sa starmi sempre vicino altrimenti non riuscirei a resistere un solo giorno qui. Milano mi ha accolto col sole certo ma a poco basta perché la solita routine ultimamente mi calza sempre meno addosso. Non fa più parte di me. Tra poco riprenderò i corsi ed il ritorno alle solite facce già viste e riviste mi snerva, mi incupisce e mi rende vulnerabile. Per non parlare poi dei pranzi asociali in mensa o delle cene asociali in ristoranti affollati che mi fanno sentire ancora peggio… alla crisi dei crediti, agli esami da preparare. Tutto condito dall’insana voglia di mandare tutto a fanculo e tornare indietro a sorridere, a divertirmi, a vivere. Vado, vengo, torno, parto, riparto, ritorno… l’era delle partenze non sembra finire mai. Per fortuna dura sempre relativamente poco. Lascio un pezzo di me ogni volta che quel fischietto fischia e mi sbatte la porta in faccia. Vedo un pezzo di me provare le mie stesse emozioni attraverso un vetro sporco e graffiato che ci separa. Non vedo l’ora di iniziare a contare i giorni alla fine perchè l’inerzia mi assale e lentamente mi divora. E ti ringrazio davvero per essere sempre al mio fianco. 2月16日 Tanti auguri a meVentuno ventuno. Lacrime. No, non ci posso credere. Emozioni regalate ed era da tanto che non mi sentivo così. Bendato alla mezza e torta, candeline, stelle filanti e pollici bruciati a seguire. Grazie al mio migliore amico e grazie alla mia cape inturgidita che per mea culpa ha perso la sua identità. Perdoname. Ventuno ventuno... cosa ti aspetti da questi ventuno? Quello che mi aspettavo l'anno scorso probabilmente visto che non è ancora arrivato. Ma mi rendo conto che mi riesce difficile scrivere anche mezza riga ultimamente... il virus facebook mi sta contagiando. Perciò ringrazio chiunque voglia riempire con commenti di auguri questo insensato intervento. Grazie a tutti voi. |
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