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日志


6月13日

Primo anno

 

Mi sembra impossibile scrivere queste righe. Mi sembra di aver finito ieri il liceo ed invece è già passato un anno. E’ già trascorso un altro anno. Adesso non sono più una matricola. Finisco così il mio primo anno da universitario e se i prossimi due voleranno come questo allora… siete già tutti invitati alla mia festa di laurea. Non posso crederci. Con il mio bel 25 all'ultimo esame e con tanto di borsa di studio vinta, saluto i miei primi mesi alle prese con la nuova vita. La Milano dei mezzi pubblici che non conosco. “Ma quante linee di metro ci sono? Ah, sono queste le direzioni…” la Milano vissuta tra Brugherio e Monza. La Milano dei corsi alle 8:30 di mattina con la mezzora accademica. Ma dove si trova l’U6? La Milano del: “Scusi dov’è la mensa?” – “Guarda ce ne sono due, una in U6 e l’altra in U12!”. Si ma dov’è l’U6? La Milano delle interminabili file in segreteria. La Milano delle tante nuove amicizie. Del “Si, ciao ma non ricordo il tuo nome, scusami!”. La Milano del: “Sta pizza ccè ssò bone, queddhre totte amiche tua so?” – “Si!”. La Milano del feedback positivo. E di quello negativo. La Milano del: “Vienici a trovare quando vuoi!” e dei cugini ritrovati. La Milano del “Ciao sono Manuel e sono nigeriano…” e del “Mi spiace, credevo lo fossi davvero”. La Milano del primo sugo fatto con le tue mani che è proprio buono. La Milano del “Non usare le mie posate che mi fa schifo”. La Milano del… “E’ meglio se la spesa la facciamo divisa”. E del “Lo zucchero, il sale ed i detersivi ce li dividiamo dai, è inutile averne due”. La Milano delle scoperte. La Milano del: “Lo sai che col 12 che si prende da qui arrivi direttamente in duomo? – “Davvero?”. La Milano del “Stasera mi faccio la pastina col dado la vuoi?” – “No io la faccio con ¼ di dado”. La Milano del lambrusco che scoppia in frigo e delle candele sempre accese. La Milano di Michael Jackson alle 7:00 di mattina. Del passante fino a Porta Garibaldi. La Milano delle mille tessere. Una per l’uni. Una per la mensa. Una per il caffè. Una per i mezzi. Una per la spesa. Una per respirare. Un’altra per il bagno. La Milano del martedì universitario all’Oden… se hai la tessera. La Milano dei nonni al telefono. La Milano della moda. Dell’eiccendem, si dice così. Di zara. La Milano dei curriculm vitae e serve la fototessera. La Milano di TRL da quindicenni in calore. La Milano del “Tra pochi giorni torno a casa che bello!”. La Milano delle valigie da 3 tonnellate eppure non c’ho messo nulla. La Milano dell’ipod fisso alle orecchie. La Milano del: “Tu starai con noi!”. E del “Sono felice che ti sei fatto nuovi amici”. La Milano delle esperienze sempre nuove. Delle uscite. La Milano delle serate indimenticabili. La Milano del… “Dove mi sono svegliato stamattina? Mi gira la testa!”. La Milano del: “Dobbiamo iniziare a studiare!”. La Milano della frutta che alle casse automatiche non si paga. La Milano delle lavatrici. La Milano della pasta in bustina pronta in 5 minuti. La Milano del cucchiaio di miele fatto in casa immerso nel latte bollente. La Milano del non è mai troppo tardi per uscire ma il passante chiude a mezzanotte. La Milano della Rinascente. La Milano delle serate davanti a barattoli di nutella e la cam accesa. La Milano delle confessioni notturne. La Milano del… “Merda devo preparare il prossimo esame in una settimana!”. Del “Stasera non si esce che devo studiare” e del “Dai studi domattina!”. La Milano della sveglia alle undici anche quando dovevi studiare. La Milano della fiera dell’edilizia e di quella del design. La Milano degli scioperi. Ma si esce lo stesso. La Milano del… ma come volano i soldi? La Milano del borgo. La Milano del 91 fino a Loreto. La Milano illuminata a Natale. La Milano romantica e passionale. La Milano delle scopate lunghe nottate e mattinate. La Milano dello sfinimento, delle menate e del diamoci una calmata. La Milano del restiamo amici. Facciamo pace. La Milano delle feste a sorpresa. La Milano del: “Falconieri la posso soddisfare però mi deve telefonare urgentemente”. La Milano del: “Se vuoi la casa devi traslocare entro le 3” quando sono le 11 di mattina.” La Milano dello sbattimento. Della felicità. Della tristezza. Dei pianti disperati. Della gioia infinita. La Milano da condividere. La Milano della solitudine e del voglio restare da solo. Fatticazzituoi. La Milano dell’ikea. La Milano del: “Ciao Lucaaa…”. La Milano del… non ho mai goduto così tanto in vita mia. Delle cene a casa mia. La Milano del ti voglio bene e di saturno contro. La Milano dei concerti. Delle pizze by Uniko. La Milano dei navigli e delle crepes strabuone. Dei lumini in duomo. Delle preghiere, delle speranze. La Milano dei profili tanto è inutile che mi contatti. La Milano di Pumpkin soup e del tuo caffè. A settembre non hai scuse sei a cena da me. La Milano dei baci rubati in biblioteche affollate. Delle carezze represse. Dei limiti. Delle incertezze. Dei dubbi. La Milano del… “Che cazzo sto facendo?”. La Milano del un professore e un alunno non possono essere amici? La Milano del… siamo oggettivi. La Milano dell’antropologicamente rilevante. La Milano delle attese prolungate. Del tempo perso. La Milano del rido per non piangere. La Milano del passiamoci sopra. La Milano del “Dove ho sbagliato?”. La Milano del 20 non te lo metto. La Milano del tuo primo esame da 30. La Milano delle borse di studio. La Milano del “Non mi va di cucinare, pranzo in mensa”. La Milano dell’esselunga. La Milano che un giorno ti accoglie a braccia aperte e l’altro ti sputa in un occhio senza pensarci due volte. La Milano delle trans di viale zara che ti salutano quando esci di casa. La Milano “di li cugghiuni: unu stempiatu e l'addhru cu li cazzetti rosa”. La Milano della carta igienica che manca. La Milano che in cucina ti fa puntare alla quantità, non alla qualità. La Milano che il pomeriggio ti fa ripulire tutta casa per ammorbidire i sensi di colpa quando non hai voglia di studiare. La Milano che… la polvere è il male più grande dell’umanità. La Milano che la classe non è acqua. La Milano che chissà quante cose ho dimenticato e quante altre è meglio non scriverle.

La Milano che in un anno è riuscita a regalarmi tanto e a farmi crescere ma che adesso è ora di lasciare. Perché fondamentalmente ha anche rotto un po’ i coglioni. La Milano che… l’estate passiamola qui. Ma anche no! Back to home, sole, mare e amici. In ordine casuale. E vari progetti e viaggetti. Prima di chiudere però devo ringraziare la sola ed unica persona a cui devo tutto questo. Quel desiano senza il quale io ora chissà dove sarei. Grazie, grazie e grazie. Grazie per avermi fatto scoprire Milano e per avermi aperto gli occhi. Non te l’ho mai detto, forse per orgoglio… forse perché in un anno non c’è mai stata occasione di parlare veramente. Le cose sono andate come sono andate ma hai fatto comunque tanto per me. Saluto invece tutti coloro che in qualche modo hanno reso questi mesi qui indimenticabili. Chi è riuscito a rovinarli con una frase. Una parola di troppo. Chi ha creduto in me. E chi non l’ha fatto. Chi mi ha lanciato pietre, dardi, bestemmie. E chi invece mi ha regalato un sorriso. Un abbraccio. Un bacio. Uno schiaffo. Chi si è sparato 1200 chilometri per vedermi. Saluto tutti voi e chi più chi meno spero vivamente di non rivedervi prima dei prossimi 3 mesi. E nell'aria già si sente il profumo d'estate.

6月3日

E' così

Non servirà spiegarmi che il tempo non da il resto mai. Non servirà pregarmi se il cielo non da spazio ormai. È così che va via un po' di noi. È così che se ne va senza tante parole. Senza fare più rumore, quel po' di noi. E se ne va. E non lascia più l'odore quel po' di noi. In silenzio saluto da lontano il treno. Un nodo alla gola. Rewind. E' venerdì mattina e a farmi compagnia solo un bicchiere di latte freddo. Quando alla porta apparve un bambino con il sole in mano. E fu subito luce. No. Non ci posso credere. Eppure sei qui, di fronte a me. L'anticipo più bello che potessi mai ricevere. Ogni giorno dovrebbe iniziare così. E' così. Sorrisi mentadent a 360 gradi. Gelato, merenda. Merenda, merenda, gelato. Gelato. Merenda. Merenda, gelato, gelato, merenda. E allora??? Allora la sorpresa riuscì come meglio non poteva. Vanno bene i tortellini col sugo? Dobbiamo fare la spesa. Si ma prima c'è l'ultima lezione. Termina così il mio primo anno da universitario fallito. Non sono più una matricola. Ma ho un etnografia da preparare. Antropologicamente rilevante? Si ma il tredici è vicino. E' così. Friday bowling sono un mito e strike. Ops, canestro. Letargo e stanchezza mortale. Sabato da un passo e muoio. San Siro by negraday. In ritardo ma a pochi metri dal palco. Se chiudo gli occhi non ci sei? Emozioni viscerali esplose in pianti liberatori e senza precedenti. Giuliano sei ingrassato. Jovanotti ti adoro. E' così. Risvegli posticipati e pranzi svaccati più multe tramviarie. Cene a lume di candela. Luca mi raccomando! A cosa? All'olio! Un pizzico di sale, panna e tonno e il sugo prende forma. Ma le farfalle nuotano ancora nell'olio, ahimè. Adoro i massaggi. E' così. Gratta e vinci 5 euri. Due giugno e la liberazione. No la repubblica. Si ma Bocelli? Non ci vedo più dalla fame. Pizze byUniko e j'adore les crepes du navigli. Le semplici cose che ti regalato tanto. Ultima sera con brindisi veri su note astratte. Biddi Muji e Biddimia. Mercoledì eiccendem ma mi deludono le polo. Mosè dove sei? Ultimi preparativi ed è tutto già passato nella naturale legge del cazzo. All good things must come to an end. Ma hai lasciato tanto. Troppo. E il vuoto invade mentre le onde affogano il tempo che mi resta.