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October 31 Autumn in New York elevenSveglia alle 9.20. Si è un pò più tardi rispetto al solito. Sarebbe domenica e potremmo dormire ancora ma... come perdersi una fantastica messa gospel? La prima chiesa vicino il nostro ostello non soddisfa le nostre richieste. Così ci spostiamo poco più avanti ma la scelta non è facile. Volendo mettere al centro lo spettacolo e la musica gospel è meglio, indubbiamente, una chiesa evangelica battista. Una di quelle chiese che non hanno nemmeno l'altare ma un palco per il coro e un palchetto per il predicatore. Hanno la zona strumentale e i loggioni per i fedeli che vengono accolti in platea e al primo piano, quasi come in un teatro tradizionale. Riusciamo ad entrare ma è ancora troppo presto perciò decidiamo di ritornare dopo, così da poter fare colazione. Al ritorno però troppi turisti all’entrata e senza una guida ci negano l’accesso. Senza perdere le speranze cerchiamo un’altra entrata e dal retro non c’è nessuno che controlla. La porta è aperta ed entriamo senza dare nell’occhio. Sediamo nell’ultima fila. Ecco le sorprese, cantanti, strumenti, coro e un atmosfera conviviale e interattiva. A turno i cantanti si esibiscono in assoli ai quali si può e si deve applaudire. Ma anche lanciare degli stupiti WOW! Ad ogni preghiera segue un coro e un battito di mani continue. Tutta la chiesa in un girotondo ideale, ondeggiando e scuotendo la testa all'unisono. Scene da film dove davvero tutti i fedeli sono neri, gli uomini indossano l’abito domenicale e le donne sfoggiano maestosi cappelli con piume e fiocchi a dir poco vistosi e completi color tempera. La sorpresa arriva alla fine quando tutti i si voltano verso noi turisti e a braccia aperte cantano una canzone di benvenuto all’inizio interpretata come un padre nostro. E qui le dovute riflessioni perchè è impossibile non farle. E allora dico povera chiesa di Roma che reprime i nostri sentimenti più veri. Una messa in Italia è un rito di sofferenza e di pudore estremo e nonostante qualche prete provi ad introdurre chitarre ed altri segni "rivoluzionari" di discontinuità, siamo e saremo sempre distanti millenni dal "soul" della gente di Harlem. Fieri della nostra scelta torniamo a casa e dormiamo fino alle 14:30. Pranzo fisso da Sbarro e acquistiamo un pò di cartoline da spedire. Un buon cafè espresso ci riporta a casa.
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