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December 31 Addio 2008
No, non disturbatevi, restate sulla sedia, signori mi presento, sono la commedia. Non son fatto di ossa ma di atti che vi lascino rimborsati o soddisfatti il mio cuore è chiamato trama, gente che si odia e che si ama, il mio sangue è tutto ciò che accade dal bacio, al duello con le spade, il mio cibo è il vostro battimani, il veleno, gli attori cani. Io sono la commedia e mi divido in atti per raccontare a voi gli straordinari fatti di questi cavalieri e della loro dama di chi crede di amar e di chi invece ama. Si narrerà del poeta Cyrano e del suo naso che pare modellato con lo stucco; ma non ditelo all'attore, non è il caso, perché ce l'ha davvero, mica è un trucco e di Cristiano, giovane cadetto, che si esprime poco meglio di un gibbone ma ha fascino ed è di bell'aspetto. Un pò di fantasia questa è finzione, entrambi ardon d'amore, questo è il bello per Rossana, cugina di Cyrano di quest'ultimo ama cuore e cervello ma ama corpo e viso di Cristiano. Ma l'ora dei preamboli è finita è l'ora che si vada ad incominciare a tessere la trama e poi l'ordito a svolgere, cucire e ricamare; che squillino le trombe signori spettatori inizia la commedia, che parlino gli attori. Anche questo 2008 mi saluta. Caro e vecchio otto. Un anno atteso come pochi, questione di numeri? Gennaio. Da inverecondi lamenti a cieli neri e mutati, fino a pentole che cuociono pezzi di dialoghi ed il mio primo trenta. Giorni neri quando dovrei essere a casa. Febbraio. Appelli fissati. Una vita scontata, cado nella superficialità, gratuiti clichè e vergini camille. Cloverfield, giochi di mani, ed un brightest diamond perso come il cuore dell'oceano. Fiere e salamini beretta. Non vi fu piacere che io non provassi. Gettai la perla della mia anima in una coppa di vino; scesi il sentiero fiorito accompagnandomi con la musica dei flauti; vissi dei favi del miele. Ma era tutto un errore. Rimedi, dita incrociate e andrà tutto bene. I miei 20 anni, ah è domani il tuo compleanno? Ritorno a casa, sorprese e sorrisi. Esci che andiamo al cinema. Le quintessenze dei finali melodrammatici neretini. Grandi amicizie ritrovate, passi di danza e shopping da non rifare insieme. Apologize. Marzo. Remedios, niña pequeña, chiquita, hermosa, preciosa. Linda niñita. Quedada así, sentada en la orilla del mar y las manos llenas de perlas, el sol en tu frente y en la sonrisa, blanca orquidea, alma y paloma. Y la alegría, tú cantas consuelo, tú cantas esperanza, tú cantas remedios. Milano, cene, tram e Pumpkin soup. Un bacio è solo un bacio e marzo è una promessa. Nutella, mascarpone e biblioteche affollate. Antropologia culturale, l'unico corso da seguire. Se provi a volare, ti accorgi che qualche stella sta lì per noi e Biddibi è a Milano. Improvvisati ma sinceri brindisi, aperitivi, Luca Argentero sulla M1 e High School Musical ad Assago. Ritorno a casa. Tortellini panna e prosciutto. Little miss sunshine. A un passo dal ? Aprile. Una volta tanto dimmi. Serate divine, relazioni a scadenza yogurt, cene rimandate. Parco Sempio, Il Giorno In Più, l'erbetta e un laghetto. Ci sono sempre, anche a distanza. Sei il mio migliore amico. Mille valigie. Mille pacchi. Pachetti. Mille buste. Bustoni. Addio appartamento fecit e finalmente un monolocale tutto mio. Voti persi. L'era dei rinvii, delle mezze misure, degli espedienti ingannevolmente consolatori, dei ritardi, si considera finalmente chiusa. Ha inizio il periodo delle azioni che producono conseguenze? Emil, Je dois voir avec mes amis mais je sais que je vais te trouver! Maggio. Orgasmici messaggi sepolti in segreteria. Ciao Lucaaa. J'adore la France. Oui oui. Isole vergini, bowling e safari... dentro la mia testa. Ci sono limiti invalicabili? Il 3 maggio apre la stagione estiva in gelide acque e con venti da nord-ovest. Un posto nel mondo e una felpa in armadio. Anonimi pasti solitari sotto cieli grigi e malinconia infame, dilemmi esistenziali e pensieri notturni. Giugno. Alla porta un bambino con il sole in mano ed è subito luce. Sorrisi mentadent a 360 gradi. Gelato, merenda. Merenda, merenda, gelato. Gelato. Merenda. Merenda, gelato, gelato, merenda. E allora??? Allora la sorpresa riuscì come meglio non poteva. Negraday by Sansiro, emozioni viscerali esplose in pianti liberatori e senza precedenti. Alla ricerca di Mosè fino al vuoto che invade... mentre le onde affogano il tempo che resta. Ma nell'aria già si sente il profumo dell'estate. Luglio. "Andrò a Broadway" esplosioni cardiopatiche. Un saggio indimenticabile. Fish and chips, advanced courses e meeting point, rivedo la magica Londra per 2 settimane. Rivivo un sogno. Apertura Casablanca e grigliate. Tettucci 500 come finestre su infiniti cieli stellati. Un luglio che senza tanti complimenti lascia spazio ad un nuovo mese e che nel suo caschè regala quel sapore di loff o viennetta alle due di notte. Eret(s)ise id eizarg. Agosto. 08.08.08 una data irripetibile ed io mi faccio suggestionare. Iniziano le Olimpiadi. Le settimane intanto volano ed i sogni a volte diventano realtà. Verrò a Broadway anch'io... con te! Ma anche notizie tristi di incidenti improvvisi. San Lorenzo, Ferragosto. Falò vicino al mare a guardar le stelle e sulla pelle l'acqua salata che brilla alla luna. Gavettoni e penne alla corsara. Granite all'anguria. Non ti scordar mai di me e Marco Carta. Ma anche Vale, Vale non importa, sarà per un'altra volta... tunga tunga e balletto manuale. Quattro minuti ed è già... Settembre. L'estate stronza se ne va. Freddo improvviso, raffreddore congenito a stadio avanzato e maniche lunghe. Pastina col dado e addio a santa Caterina. Malinowski a farmi compagnia. E' davvero finito tutto. Ritorno a Milano. Ottobre. Volo a New York. Il mio sogno viene esaudito, e non solo. Abbandono per due lunghe settimane la realtà e mi lascio trasportare. Il resto è tutto, o quasi, nel diario di viaggio. Novembre. Depressione totale post new York. Non scrivo, non mangio, non bevo e Milano mi da il voltastomaco. Voglio morire. Barack Obama presidente. Dicembre. Arrivo a perdere tutto: i confini, il senso del tempo (ce sta passu?). Cala il sipario. Io e l'arabo saremo sempre due cose diverse. Intanto mi affliggo, mi distruggo, mi lascio andare. Ogni cosa sembra andarmi contro. Un duemilaotto che mi pugnala alla fine? Che cazzo fai? Mi riduce una merda ed io non riesco a reagire, sono solo capace a contare i giorni alla fine. La neve nera accumulata al ciglio della strada mi mette angoscia. Piedi umidi e rabbia nociva. La Grecia intanto è in fiamme, vorrei essere lì a distruggere e far casino. Poi finalmente a casa, fittizio sollievo e natale a suon di carte. Saluto quest'anno a casa Paglialunga tra risate, azzuffate, cotechino e lenticchie dappertutto. Conclusione all'ex Camelot, lì dove festeggiai la maggiore età e addio 2008 tra lettere al mare, dubbi e delusioni. Cosa aggiungere potrebbe un narratore a quanto già narrato dall'attore; a me non resta altro che sparire, fare un bell'inchino e poi svanire. Come Cyrano che confessa e muore a piedi del suo grande eterno amore, anch'io finito il mio cammino mi accascio e vado verso il mio destino. Che è quello di chi inizia e già finisce, sboccia e dopo un attimo appassisce, di chi vive soltanto un paio d'ore, sperando in un applauso e dopo muore. Comments (3)
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