Di seguito un progetto sul quale lavoro da anni e che riguarda parti della mia esistenza spesso spoglia di sentimenti ed emozioni che preferisco non riportare. Un'autobiografia dai confini incerti e dai particolari omessi le cui fasi si intrecciano e percorrono insieme quel grande flusso che è la vita. Buona lettura.
Luca Falconieri viene al mondo a Nardò nel freddo 16 febbraio del 1988. Accanto a lui c’è sua madre, 16enne, e suo padre che è costretto a ripartire subito sotto le armi. Luca passa i primi due anni a casa della nonna e circondato da tutto l’affetto e le attenzioni possibili. Questo fino al ritorno di suo padre ed al successivo matrimonio dei suoi genitori. Ha due anni e mezzo e trascorsa l’estate del 1990 si trasferisce con la sua famiglia nel casertano, a Valle di Maddaloni, dove il padre presta servizio. Qui trascorre gli anni più belli della sua vita, a contatto con gente meravigliosa. Vive dapprima in una casetta fuori città, ma solo per qualche anno. Poi in un condominio al primo piano, quasi in centro. Il paese è piccolo, c’è una mentalità ristretta e troppo arretrata, ma Luca in ogni modo si adatta bene a quell’ambiente e nel 1992 nasce sua sorella Mary. Intanto frequenta la scuola materna e per lui hanno inizio le prime amicizie. Le persone che conoscerà in questo periodo diventeranno i suoi più grandi amici. Passerà insieme a loro gli anni a venire fino alle scuole elementari: amici per la pelle, di avventura, di ginocchia sbucciate, di giornate passate a giocare a pallone. Amici che fanno capire a Luca quale sia il vero significato di Amicizia. Insieme ne passano tante e diventano presto inseparabili. Arrivano le elementari e sostanzialmente pochi, anzi, nessun cambiamento. Nell'estate del 1995 Luca visita Parigi con la sua famiglia. I ricordi di quella vacanza gli resteranno per sempre impressi nella memoria. La sua vita va alla grande, è felice. A scuola Luca se la cava abbastanza bene e seppur non abbia vicino i suoi nonni può sempre contare sui suoi genitori e non chiede nient'altro. Ha tutto ciò che può desiderare. Almeno fino al 1998 quando, dopo anni ed anni di domande e sofferta attesa, arriva il trasferimento del padre di Luca vicino Nardò: il sogno dei suoi genitori si avverava, ma non il suo. Nel giro di poche settimane deve dire addio a Valle di Maddaloni e trasferirsi a Nardò. Non accetta questa scelta. Sua sorella è ancora troppo piccola e non si rende conto di cosa stia accadendo; ma Luca non può dire addio al suo paese, alla sua casa, alla sua scuola, ai suoi amici, alla sua vita. Si sveglia una mattina e trova casa deserta. Fuori c’è un camion che aspetta solo lui. Stava realmente accadendo ciò che non si sarebbe mai aspettato, o che forse non si sarebbe mai voluto aspettare. Non ha nemmeno il tempo di salutare le persone per lui più importanti, tra cui i suoi amici, perchè si ritrova subito con le lacrime agli occhi e l’infanzia distrutta. Vede sgretolarsi dinanzi a lui otto anni passati a costruire qualcosa di cui andava fiero. E che adesso non c’era più.
Appena arriva a Nardò comincia a fare i conti prima di tutto con se stesso. Non solo si trova in un contesto che non gli appartiene e non sente per niente suo, ma è solo, non ha amici. Non ha nessuno accanto. E' circondato solo da parenti sconosciuti e di cui, in realtà, gli interessa ben poco. Passata l’estate del '98 frequenta la quinta elementare. Niente ha più importanza, tutti i suoi sogni sono stati distrutti. I suoi desideri infranti. Ma è proprio nel momento in cui non crede di poter star peggio che il mondo gli crolla veramente addosso...
Luca è in classe. 1 Febbraio 1999. Restano solo 2 settimane al suo undicesimo compleanno e qualcosa gli dice che non sarà uguale agli altri. Suona la ricreazione e mentre Luca comincia a scartare il panino vede arrivare dalle scale suo zio. Indossa degli occhiali neri ma forse non così grandi da nascondergli quelle guancia bagnate. Non accenna un sorriso. Gli prende il braccio e porta Luca giù di corsa. Qualcosa non andava. C’è suo cugino in macchina ad aspettarlo ed anche lui è serio. Luca non apre bocca per tutto il tragitto se non per chiedere dov’erano diretti... non una parola. Arrivato a casa comincia a sentire delle urla da fuori. Urla strazianti, di dolore. Urla che non aveva mai sentito prima. E’ il panico. Vede tutti in lacrime. Si guarda intorno in cerca di una risposta a quella domanda che non riusciva a pronunciare. Si tratta di suo padre. Un incidente... non sa come reagire. Nessuno aggiunge nient’altro e comincia a chiedere in giro se qualcuno è disposto ad accompagnarlo in ospedale, per parlare direttamente con lui, per vederlo di persona. La paura è tanta, Luca non riesce ancora a capire cosa sia successo. O forse finge di non saperlo... "Tuo padre se n’è andato, non c’è più. Da oggi in avanti sarai tu l’uomo di casa..." parole che difficilmente riesce a scordare. Parole che gli entrano dentro, indelebili. Scoppia a piangere e dentro di sè sente subito uno strano senso di vuoto. Non sente altro che il "vuoto". E' incredibile non riuscir a provare nessun emozione, nessun sentimento; non riuscire, in momenti come quelli, a sentire il dolore. Sembra una cosa talmente assurda che non crede possa essere capitata proprio a lui. Nonostante questo non riesce a sentir niente... sensazione andrà avanti per settimane quasi come uno scudo, fino a crollare e sentire il dolore vero, sempre più forte...
Ma passano i giorni. Passano i mesi. Il tempo a volte attutisce i colpi di una vita così crudele. Luca allo stesso tempo cresce, impara. E a undici anni non è semplice. Sua nonna Maria gli è vicino. Un punto di riferimento alla quale si affeziona in modo incredibile. Sua madre lavora tutto il giorno come cassiera in un cinema. Luca ha praticamente casa deserta e passa da solo gran parte del tempo, rifugiandosi nella più assoluta solitudine e imbevendosi di serial tv tutto il giorno. Esce poco, ma spesso ne approfitta per andare al cinema con sua madre a vedere, sala dopo sala, tutti i film in programmazione. Seguono i duri anni delle scuole medie. Anni in cui la consapevolezza di quanto sia amara la vita non sembrano aiutarlo ad andare avanti. Luca ci riuscirà comunque pian piano e con ancora tanta voglia di vivere, di scoprire, di viaggiare. Nel 2000 parte per Londra in vacanza studio, per la prima volta, da solo. Finalmente le cose sembrano andare per il verso giusto. Sua madre si risposa e Luca ha una nuova sorellina, Federica. Finite le scuole medie, contro tutto e tutti, Luca sceglie il Liceo Scientifico. Il 30 giugno 2004 segna una svolta. Luca conosce nuovi amici, con cui ritrova se stesso e la voglia di credere ancora che prima o poi le cose migliorano. Trascorre un'estate indimenticabile. Tutto sembra andare per il verso giusto: nuovi amici, una famiglia. Luca viaggia tantissimo... Londra, Edimburgo, Tunisi, Barcellona, Marsiglia, Parigi, Atene, Praga. Ma senza rendersene conto gli anni corrono sempre più veloci. Il 1 Ottobre 2005 Luca rischia di perdere la vita in un incidente stradale. Una fatalità che gli causa un trauma cranico e qualche ossa rotta... ma anche la voglia di riprendere a vivere e cominciare veramente da zero. Un evento che segna una rottura col passato. Arriva la maggiore età e tra alti e bassi termina il Liceo. Arriva il momento di dire addio a tutto e prendere il volo. Luca si trasferisce a Milano e si iscrive al corso di Laurea in Comunicazione Interculturale [...]